Una sera

Questo racconto fa parte dell’antologia ALICE, BARBARIGO E TUTTI GLI ALTRI

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Quella sera l’uomo era stanco. Non era stanco fisicamente, o almeno, non solo quello. Era tutta la rete della sua vita che lo affaticava. L’uomo aveva pensato quella sera. Ogni tanto capita, e non è facile, allora.

Con fatica scostò la porta ed entrò nella stanza semibuia. Aveva in mano due biberon di latte caldo ma il piccolo ormai si era addormentato. Il padre si sedette sul letto della bambina e le dette il suo latte. Poi, mentre lei beveva, iniziò come tutte le sere a raccontarle una storia. Era un’altra avventura di Dot, la formichina. La bambina con una mano sorreggeva il biberon e nell’altra stringeva forte il pupazzetto che rappresentava quel piccolo insetto. Ascoltava attenta il padre. Lui era stanco e sentiva un peso forte al cuore. Pensò che l’unica cosa che poteva fare, l’unica sua speranza, era chinarsi sulla bimba e, lentamente, baciarla. Poi le sussurrò nell’orecchio:

“C’era una volta una formichina che si chiamava Dot. Il padre di Dot non la baciava mai anche se le voleva molto bene. Non lo faceva perché i grandi talvolta si vergognano di baciare i propri figli ma l’amava tanto. Tutte le notti, quando Dot dormiva, il padre entrava nella sua stanza, si chinava sul suo letto e la baciava tante volte. Ma Dot dormiva e non si accorgeva di niente. Una notte, però, Dot era sveglia quando sentì qualcuno entrare nella camera. Invece di alzarsi rimase nel letto, facendo finta di dormire. L’ombra si chinò su di lei e la baciò tre volte. Dot riconobbe suo padre e sorrise nel buio perché in quell’istante seppe che egli la amava. Anche dopo che il babbo se ne fu andato Dot continuò a sorridere. E tutte le notti andò a letto contenta perché sapeva che lui sarebbe venuto per baciarla. E fu così per tutta la vita … Fine delle storia…”

Ci fu un attimo di silenzio e poi l’uomo baciò la bimba.

Lei capì quella lacrima del padre, che le colò sul viso, solo molti anni dopo.

19/5/2000

 

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