Quante sillabe ha la parola autunno?

Quante sillabe ha la parola autunno?

Scrivendo un haiku per ogni stagione, sulla base delle regole per scrivere un haiku, sinceramente, mi ero un po’ incagliato sul componimento relativo all’autunno perché non mi era chiaro se “autunno” fosse composto di tre o quattro sillabe.

Ho chiesto sempre al caro Carlo Menzinger di chiarirmi questo punto e non avrei potuto sperare in una risposta più completa. La riporto testualmente.


Sent: Monday, November 13, 2006 11:11 PM

Subject: R: Re: HAIKU 4 stagioni

Non saprei darti una risposta precisa. Però non me ne preoccuperei. In poesia è infatti possibile unire vocali di sillabe diverse per farne una sola o dividere dittonghi.

Leggiamo un po’ di teoria.

Le parole sono costituite da una o più sillabe, ossia da segmenti fonici pronunciati con una sola emissione di voce. Una sillaba contiene sempre almeno una vocale (a – mo- re), preceduta da una o più consonanti (ma – re; tre – no; stra – da) o seguita da una consonante (al – to).

L’italiano distingue inoltre tra le vocali quelle forti e quelle deboli:
sono vocali forti: a – e – o
sono vocali deboli: i – u

In una sillaba vi possono essere anche due o tre vocali che costituiscono dittongo o trittongo.

Costituisce dittongo: l’incontro di una vocale debole priva d’accento con una vocale forte, oppure l’incontro di due vocali deboli.

ATTENZIONE: non sempre l’incontro di due vocali dà dittongo, si può avere anche iato. Se nell’incontro tra vocale debole e vocale forte, la debole è accentata, allora non si ha dittongo, ma iato; iato è sempre l’incontro di due vocali forti. Infine ricordate che l’unione di due vocali deboli con una forte dà origine al trittongo.

Dunque in autunno a e u sono una forte ed una debole dunque potrebbero essere un dittongo. La posizione dell’accento non c’aiuta dato che cade sulla seconda u.

Vediamo esempi classici.

Quando Giuseppe Ungaretti scrive

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

il suo dividere in quattro versi la breve poesia ha un senso ben preciso, ma non può tuttavia impedire al ritmo interiorizzato dal lettore di poesia di cogliere due classici settenari:

Si sta come
d’autunno
sugli alberi le foglie

Qui dunque il settenario esiste se autunno ha 3 sillabe.
E così lo immagino bene.Non mi verrebbe del resto di dividerlo in a-u-tun-no. Penso poi che nell’andare a capo mi venga spontaneo scrivere au-tunno.
Inoltre considera che la forma antica, di questa parola d’origine etrusca era “utonno” (dunque decisamente 3 sillabe).

Voto insomma per le 3 sillabe ma ripeto: se te ne servono 4 fa lo iato e vai.

Ciao

Carlo


Carlo è davvero un grande.


 

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