Sergio Calamandrei

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Recensioni su L’oppio di Firenze Capitale

Cosa dicono critici e lettori su questo giallo storico tra amore, intrighi e misteri nell’Italia del 1867

Copertina L'oppio di Firenze Capitale di Sergio Calamandrei
Retro copertina di L'oppio di Firenze Capitale
Retro copertina di L’oppio di Firenze Capitale

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Cosa dicono i lettori di L’oppio di Firenze Capitale

Laura Costantini

Renato Campinoti

Piacevolissima immersione in un periodo storico poco frequentato: il quinquennio in cui Firenze, una Firenze in pieno e furioso fermento di modernità e ristrutturazione, fu capitale d’Italia. A farci da guida è Sabatino Arturi, giovanotto afflitto da bischeraggine acuta, simpatico e fin troppo sensibile al fascino delle forme femminili. L’autore orchestra un’indagine non convenzionale mescolando una preziosa collana, una fanciulla in pericolo, trafficanti d’oppio, un cinese schiavista, un pisano imbroglione, un banchiere disonesto e un matrimonio combinato e rifiutato. Il tutto mentre percorriamo avanti e indietro le strade di una Firenze sporca, maleodorante, pericolosa eppure bellissima. Lettura veramente interessante, documentatissima eppure capace di evitare il rischio di scadere nel didascalismo. E bravo Calamandrei!

Giuseppe Previti

Gianni Marucelli

Renato Campinoti

Ho finito di leggere ora l’ottimo libro di Sergio Calamandrei, che vedete in foto. Giallista esperto, e ancora più profondo conoscitore della Firenze alla metà del secolo XIX, prima della ristrutturazione che ne mutò il volto, Sergio ci regala una trama soft, con al centro il sottotenente in congedo Sabatino Arturo, fresco reduce dalla guerra contro l’impero asburgico del 1866. Con lui, due fanciulle in fiore, l’una amica di famiglia, l’altra figlia di un sedicente banchiere inglese, che, come si constaterà, sono tutt’altro che tenere ragazze da marito…ed infatti, Sabatino, inseguendo l’amore, si trova senza sua colpa al centro di loschi affari con cadavere annessi. Godibile da chi ama Firenze e vuole scoprirne gli antichi aspetti ormai perduti (tra cui spicca il ghetto poi demolito) il romanzo è comunque piacevolissimo: si legge d’un fiato e se ne rimane soddisfatti, il che non è poco…un modo che vi consiglio per trascorrere le ore calde dell’estate.

Renato Campinoti

Renato Campinoti

Un affresco perfetto, una storia degna di un maestro del thriller…

Quello che è certo, ed è un terzo grande pregio di questo lavoro letterario, è che del genere ha il ritmo e la capacità di catturare il lettore fino all’epilogo della storia che ad un certo punto prende il sopravvento sulle altre e ci costringe a fare le ore piccole per farci svelare qualche segreto dall’autore.

Carlo Menzinger

Renato Campinoti

… Ne “L’oppio di Firenze Capitale” si intrecciano vicende politiche, traffico d’oppio, avventure amorose, truffe, collane smarrite, il tutto con una Firenze invasa dai torinesi migrati con la corte dei Savoia nello spostamento della capitale da Torino, una Firenze oggetto del “risanamento”. che le cambierà faccia per sempre.

Ne nascono pagine vibranti di vita, di storia e di avventura, dove la narrazione non si fa mai didascalica ma scorre sempre con buon ritmo coinvolgente e i personaggi si fanno ricordare nella loro nitidezza.

Una lettura consigliata, un volume da leggere e conservare magari per nuove riletture.

Caterina Perrone

Renato Campinoti

Camminare per Firenze negli anni della Capitale, accompagnati da Sabatino Arturi, un giovane simpatico, appassionato della sua città e del suo tempo, è una sorta di regalo che ci fa Sergio Calamandrei con il libro “L’oppio di Firenze capitale” appena pubblicato dall’editore Pontecorboli.
Un’allucinazione forse? un sogno per aver fumato o ingerito anche noi un chicco di droga?
Piuttosto una divertente avventura a cui siamo invitati, non solo nel visitare e riconoscere quel che resta della città di allora, prima dei devastanti interventi che hanno traghettato Firenze nella “modernità”, ma anche l’immersione nella mentalità, nei valori, nel linguaggio, nei caratteri, nelle singolari tradizioni e usanze ottocentesche, di cui si meravigliavano i piemontesi appena giunti con la Corte in frotte: una sorta di invasione pacifica che ha sconvolto la città e la sua misura.
Si frequentano nel libro le vie, le piazze, i locali eleganti appena inaugurati, ma anche i luoghi più malfamati e pittoreschi ormai scomparsi, come il mercato vecchio o il Ghetto, di cui ancora si percepisce il fascino malsano e intrigante, sempre presente come fantasma mai placato.
È lì che si rintracciano alcuni dei numerosi eventi misteriosi della storia narrata, e lì che si troveranno le risposte.
E poi storie d’amore intrecciate intorno a due donne che non corrispondono agli stereotipi attesi per le donne ottocentesche. Silvia per quei tempi è una sfrontata, con risposte sempre pronte, senza filtri, capace di ribattere con la franchezza di una fiorentina ai suoi potenziali corteggiatori. Non è neanche troppo bella eppure alla fine è vincente: piace la sua schiettezza a chi è abituato a combattere con la finte buone maniere e la modestia simulata delle damigelle. Finisce con lo scalzare la paura di aver che fare con una donna intelligente.
L’altra dama invece, prototipo dell’inglesina dolce e remissiva alle regole, sarà l’inevitabile sorpresa.
Il protagonista pare affannato da un destino che lo rincorre e gli pone continui agguati per il divertimento del lettore. Dotato di una bonaria ironia, con cui affronta le non facili prove cui è sottoposto e cui si sottopone con l’ingenuità di chi si fida del prossimo, considerandolo alla stregua di sé stesso.
Sono tanti i personaggi del libro che si avvicendano nella trama via via più complessa fino a sfociare nel giallo. Ognuno è ben delineato nella sua fisicità, nei gesti, nelle espressioni facciali, nella diversità di linguaggio, nel profumo o nell’odore che emana, quasi a definirne il carattere, descrizioni che ne fanno percepire la tridimensionalità.
Insomma c’è da divertirsi, perché le sorprese non mancano, compreso un finale inatteso.
Un testo da cui si impara tanto: una lezione di storia, ricca di spunti e particolarità, che senza annoiare mai ci accompagna in questa scorribanda nel tempo e nello spazio da Firenze all’Inghilterra alla Cina.

Andrea Quercioli

Strepitoso! Aspetto con ansia il prossimo!

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Sono autore di racconti e romanzi storici ambientati nella Firenze Capitale.
Da anni condivido ricerche, aneddoti e curiosità con una comunità di oltre 3.000 appassionati sulla mia pagina Facebook dedicata e più di 450 iscritti alla mia newsletter storica.

Ho curato antologie, partecipato a progetti editoriali e collezionato oltre 200 libri sull’argomento.

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I segreti oscuri di Firenze Capitale
Una guida tra intrighi, luoghi e personaggi reali che hanno ispirato L’oppio di Firenze Capitale

Riceverai anche l’estratto con i primi capitoli del romanzo.

Sergio Calamandrei

Sergio Calamandrei: vivo a Firenze, dove pratico il prosaico mestiere di commercialista. Mi appassionano scrittura, storia e letteratura. Per saperne di più: www.calamandrei.it/chi-sono-sergio-calamandrei/

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