TUTTI
I MALI DEL MONDO
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Te ne
rendi conto d'improvviso mentre ascolti distratto quel che ti sta narrando il
tuo amico. Già lo avevi confusamente intuito prima, quando gli stavi
raccontando di quel tuo spaventoso incidente che per qualche istante ti aveva
portato al cospetto della morte.
Già
allora, parlandogli, avevi notato sgomento che dalle sue parole, dai suoi occhi,
dal suo atteggiamento traspariva nettissima una velata sensazione di noia e che
egli si frenava a stento dall'interromperti e dal raccontarti l'incidente
avvenutogli qualche tempo prima.
Appena
tu avevi smesso di parlare, subito egli aveva iniziato a narrarti della sua
disavventura automobilistica e di quelle accadute a tanti suoi amici e parenti;
il tuo incidente era per lui diventato solo il pretesto per dare la stura ad una
serie di ricordi forse vivissimi nella sua mente, fors'anche dolorosi ma che, a
dire il vero, non ti interessano minimamente e che ascolti annoiato e quasi
seccato perché ti pare che tutti questi incidenti e questi scontri e
tamponamenti tendano a sminuire l'importanza del tuo che, come sai bene, è
stato unico ed irripetibile ed importantissimo per la tua vita.
Allora
ti rendi conto che questa tua noia, questo tuo fastidio, questa strana
indifferenza sono le stesse sensazioni che aveva precedentemente provato il tuo
amico mentre gli stavi parlando.
Confuso,
scuoti la testa e comprendi che quegli episodi che il tuo amico ti sta
raccontando e che a te paiono aneddoti un po' noiosi, per altre persone sono
stati causa di sangue e di lacrime e che la tua indifferenza è colpevole e
vile, come colpevole e vile ti era parsa prima quella del tuo interlocutore.
Allora
capisci come tutto sia spaventosamente relativo e come quel grande amore che ti
ha ucciso il cuore possa per altri essere solo un minimo elemento di una
casistica infinita e scontata.
Eppure
tu lo sai che da allora il tuo cuore si è fermato e che quella banalissima cosa
è stata il momento più importante della tua vita.
Ci
ripensi, ti balocchi un poco con questa idea, poi concludi che non possiamo
partecipare ai dolori di tutta la gente del mondo, che già ci bastano i nostri.
Quindi,
con un sorriso strano, un po' cinico, un po' amaro, annuisci alle ultime parole
del tuo amico e ti volgi verso una finestra a goderti lo splendore del disco
d'oro che tramonta.
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