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Claudio ama Maria.        

Certo non è uno spunto molto originale per una storia, ma Claudio la ama moltissimo. "Moltissimo" è un concetto relativo ed infatti non è facile quantificare l'amore. Un mio amico quando le sue amate gli domandavano "Quanto mi ami?" rispondeva sempre: "Sei litri e mezzo". Le ragazze si arrabbiavano, ma il mio amico era un saggio. Ora si è sposato con una biondina da nove litri.

Tornando a Maria, c’è da dire che lei non ama Claudio, anzi, quasi non lo conosce e quindi non può nemmeno immaginare 1’esistenza del suo amore. Strano destino di alcune ragazze: senza saperlo infiammano i cuori e cosi tanto sentimento si disperde nel mondo.

Potremmo parlare un po’ di Maria: descriverla, raccontarne i capelli, gli occhi profondissimi e il nasino all’insù, dire quanto essa sia una brava ragazza, però briosa e vivace. Insomma: un sogno. Ma non è giusto né utile farlo: un sogno se lo può immaginare ogni lettore da solo tanto meglio di quanto io possa descriverlo. Forse sarebbe più produttivo lumeggiare il ritratto di Claudio; in fondo è lui il protagonista principale di questa storia, però non parlerò neanche di lui. Il lettore si deve identificare nel povero Claudio e per far ciò è meglio che questo personaggio resti un po’ indeterminato, pronto ad assumere senza problemi il volto di chi leggerà.

Dunque, dicevamo, Claudio ama Maria, la ama moltissimo o forse, per meglio dire, crede di amarla moltissimo. La differenza tra le due cose può non essere molto grande, anzi, ora come ora gli effetti su Claudio sono gli stessi: egli si sente invaso come da uno strano calore che, potenza della suggestione, avverte in particolare attorno al cuore o, per esser più precisi, in una zona alta sulla sinistra del petto, anche se in realtà il cuore è più in basso di dove Claudio lo situa. Ma il giovane non è un medico, è un innamorato (o crede di esserlo) (è la stessa cosa) (ma non esattamente) ancora nella fase delle "grandi speranze", una delle migliori, quando ancora tutto è indeterminato e tutto è possibile. Maria, ignara di tutto ciò, fa tranquillamente i fatti suoi e ancora non ci è dato a sapere nulla del suo cuore, conduce tranquilla la sua vita nel suo ambiente, che poi in definitiva è anche quello di Claudio. Il lettore a questo punto si chiederà dove diavolo agiscano questi due eterei personaggi, ma è ovvio che io non risponderò affatto a questa loro legittima curiosità perché l’amore è lo stesso ovunque e non viene contaminato dalle circostanze e dunque per descriverne la vera essenza non c’e bisogno di luoghi e situazioni che, tra l'altro, possono distrarre e confondere chi legge.

Ritorniamo dunque ai dati di fatto: abbiamo due personaggi sostanzialmente indefiniti (uno dei quali, particolare importante, ama l’altro) che agiscono in un ambiente altrettanto indefinito. Sin qui, pur nella sua allucinante indeterminatezza, la situazione e chiara e lineare. Però è statica, è solo un punto di partenza; per renderla dinamica è necessario inserirvi una “storia”, una "trama". Ma perché limitare così la fantasia dei lettori ognuno dei quali, tra 1’altro, avrà le sue teorie personali sull’amore? Con che diritto posso io stabilire il destino di Claudio e Maria quando questo stesso destino tutti noi ci troveremo prima o poi a viverlo? Non è forse in grado ogni lettore di raccontarci la "sua" storia di Claudio e Maria e di spiegarci dunque cosa ne pensa dell’amore? Suvvia, provateci, createvi un mondo e una storia! Claudio ama Maria, la ama moltissimo. E poi?


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