Piove, bel fuoco       mappa del sito

                                                         

Piove, bel fuoco, e fa freddo. Ma tu ci riscaldi col tuo calore ed illumini faticosamente questa piccola radura nella quale il buon villico  Agenor ci ha permesso di sostare. Piove, bel fuoco, e tutto intorno nel bosco tenebroso infuria la bufera. Sentiamo il vento penetrarci sotto le vesti e le nostre mani si ustionano quasi pur di aver conforto tra le tue fiamme. La precaria tettoia gronda acqua che sembra un ruscello in piena ed i miei compagni gemono e stanno silenti.  

     E’ ora, bel fuoco, è in questi momenti ch’io debbo parlare e raccontar loro storie che li distraggano dal vento, dal gelo e la pioggia. Ora parlerò perché sono  un Cantore di Storie, un anziano Menestrello e racconterò una storia  che narri dei bei tempi andati quando ancora il nostro popolo non era costretto a viver ramingo e tutto il mondo rispettava la nostra sublime civiltà. Parlerò loro di cavalieri e di dame, di amori e duelli, veleni ed inganni, di palazzi magnifici ben più caldi di questa nostra tettoia e di mirabili viaggi in un tempo in cui si peregrinava per ventura o per piacere, ma non certo per sopravvivere dispersi tra queste genti barbare ed imbarbariti noi stessi, una volta magnifici signori. Parlerò loro delle sete e della lana, delle pelli lavorate e dei lini trapunti delle damigelle. Descriverò le prodezze del leggendario principe Erighel, il figlio del vento, che morì cantando per la sua dama più di seicento anni fa oppure parlerò del tradimento di Bethanus, l’immondo granduca che consegnò il suo sovrano nelle mani dei Barbari Venuti dal Nord, e quello fu l'inizio della nostra fine.   

    Piove, bel fuoco, e quei nordici barbari nulla erano in confronto dei maledetti Massacratori che cento anni fa rasero al suolo l'ultima delle nostre capitali, Lyra, l’ultima delle nostre città. E da allora ci cacciano e ci uccidono senza tregua ed a nulla vale inoltrarsi nel profondo delle foreste, a nulla vale scalare le montagne nevose, a nulla vale fuggire senza requie. Essi ci cercano, bel fuoco, sono la punizione degli dei che ci raggiunge implacabile per i nostri peccati che sono stati molti ed orrendi nel corso della millenaria storia del mio popolo, conquistatore e despota del mondo intero. Eppure non e giusto, bel fuoco, che si sia costretti a fuggire così, noi, gli eredi del grande Erighel, il Figlio del Vento.


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