GIOCHI
(Il Waarvan, l'evoluzione del
Forza Quattro) mappa
del sito
Entrai
al seguito del Nostromo Carlit nel salone verde della "Verlag 9",
una delle tante astronavi che quotidianamente solcano gli spazi interplanetari
del nostro sistema solare. Il Nostromo era un uomo anziano ma ancora pieno di
vitalità e mi trattava con fare paterno visto che ero il più giovane degli
ufficiali imbarcati, al mio primo volo.
Il
salone verde era immerso nel silenzio e solo di rado si udivano leggeri mormorii
di soddisfazione o malcelate imprecazioni.
Il
Nostromo Carlit parlava sottovoce.
"Figliolo,
se non sbaglio, questa è la prima volta che entri in un salone verde."
"Si,
Nostromo ma ne ho sentito tanto parlare; ogni astronave interplanetaria ne ha
uno."
"E'
vero, figliolo, ed è anche logico. Un viaggio di questo genere non dura mai
meno di quattro mesi e per la maggior parte del tempo l'equipaggio non ha niente
da fare. E' giusto che ci sia un salone verde dove essi si possano
distrarre."
Mi
guardai intorno: nella grande sala una sessantina di ufficiali stavano giocando
a gruppetti o a coppie; qualcuno in solitario. Sapevo che avevano a loro
disposizione una selezione accuratissima ed immensamente vasta di tutti i giochi
da tavolo od elettronici concepiti dall'umanità nel corso della sua storia.
Giochi millenari e recentissime invenzioni, giochi che richiedevano un'abilità
immensa e giochi di pura fortuna erano lì riuniti, nel salone verde.
"Perché
si chiama così questa sala? Perché verde?" Chiesi.
Carlit
si riscosse; stava seguendo le evoluzioni di due lanciatori di dadi optagonali.
"Vedi,
Figliolo, il verde è sempre stato il colore del gioco e l'usanza si è
mantenuta anche nello spazio ma, dimmi, quale gioco vuoi che ti spieghi, con
quale vuoi iniziare?"
Io
non ebbi dubbi e scelsi il più difficile dei giochi di abilità, il
"gioco" per eccellenza.
"Vorrei
che lei mi spiegasse il Waarvan."
Carlit
si illuminò tutto sentendo nominare il gioco che preferiva e nel quale egli
sommamente eccelleva. A grandi passi si diresse verso uno dei terminali
tridimensionali del computer, rimproverandomi bonariamente.
"Tu
vuoi correre troppo, ragazzo. Il Waarvan giocato appena al quarto livello non è
cosa che si possa imparare in un istante. Comunque le regole sono semplici e
restano le stesse per ogni livello di gioco. Guarda …" il Nostromo
aggeggiò un po' con i comandi e sullo schermo comparve una specie di scacchiera
in due dimensioni formata da sei file di caselle orizzontali e sette verticali;
in tutto, quarantadue caselle. "Questo è il campo per il secondo livello;
al primo, il Waarvan risulta ingiocabile... Guarda: si tratta di porre delle
pedine nelle varie caselle, partendo dal basso, in modo che infine quattro delle
tue pedine siano allineate verticalmente, orizzontalmente o diagonalmente. E' un
gioco estremamente semplice ma buono per iniziare. Anticamente si chiamava Forza
4 oppure, nei paesi di lingua anglosassone, Connect 4 e non era altro che una
versione ridotta del ben più antico Sogo."
Il
Nostromo premette un tasto e lo schermo funzionò in tre dimensioni. "Il
Waarvan al terzo livello: si tratta di ottanta posizioni che la pedina può
assumere nell'ambito di un parallelepipedo di base quattro per quattro e di
altezza cinque. Nel Connect 4 le possibili posizioni erano solo quarantadue. Lo
scopo del gioco è però sempre lo stesso, mettere quattro pedine
allineate." Pigiava i tasti alla base del terminale e la figura sullo
schermo ruotava ed io potevo vedere da tutte le angolazioni possibili le pedine
di una partita lasciata a mezzo da due ufficiali che ci avevano preceduti. Il
Nostromo studiava le posizioni ed ogni tanto scuoteva la testa. "Come puoi
vedere, il Waarvan a questo livello è un gioco di strategia statica, nel senso
che una volta posata la pedina essa non si può più muovere.
Sin qui ti ho mostrato le versioni più semplici ed antiche del gioco;
ora viene la più bella: il Waarvan a quattro dimensioni. Esiste, infatti, la
dimensione tempo che si articola in cinque momenti convenzionalmente chiamati ieri
l'altro, ieri, oggi, domani e dopodomani. Le
posizioni possibili della pedina ora sono quattrocento. E guarda questa partita
del quarto livello: questa è la posizione delle pedine vista da ieri,
questa quella di dopodomani, questa quella di oggi." Ad ogni
pressione sui tasti mi appariva un'immagine totalmente differente dalle altre ma
io sapevo che un qualche legame tra le varie dimensioni spazio-temporali doveva
esistere ed, infatti, Carlit continuò:
"Al
quarto livello si può anche completare una quaterna temporale che vada, ad
esempio, in una unica posizione spaziale da ieri a dopodomani."
"Capisco."
Feci io ma iniziavo già a sentirmi un po' perso e lo fui ancora di più quando
il Nostromo mi chiese:
"E
dopo le tre dimensioni ed il tempo, cosa esiste, figliolo?"
"L'energia
nelle sue tre forme: alfa, beta e gamma."
"Esatto!
Nel Waarwan al quinto livello si considera anche l'energia; le posizioni
possibili divengono milleduecento, oltre alle quaterne spaziali e temporali
valgono anche i tris di energia. Le giocate di energia sono prestabilite: se un
giocatore inizia posando una pedina alfa, alla seconda mossa giocherà
una pedina beta ed alla terza una gamma, poi un'altra alfa,
un'altra beta e così via. Guarda." Sullo schermo, nella stessa
partita di prima, ora erano evidenziate le energie. "Questa è la posizione
vista da ieri…" le pedine pulsavano con varie intensità a seconda
delle loro energie "questa è una visione di insieme; se vuoi studiare le
energie beta, ad esempio, farai così." Buona parte delle pedine
smisero di pulsare e continuarono solo le beta. L'effetto era quasi
ipnotico.
"Deve
essere un gioco difficilissimo il Waarvan al quinto livello."
"E'
vero, figliolo, ma è nulla di fronte al sesto livello. Come tu ben sai le
energie possono essere cinetiche o potenziali. Sinora si è giocato solo con le
potenziali ed il gioco, infatti, è risultato statico. Ma io posso anche
considerare l'energia cinetica di una pallina e farle compiere una traiettoria
complessa attraverso i vari tempi ed i vari spazi con variazioni periodiche di
energia. La pedina si muoverà secondo la traiettoria da me stabilita ed occuperà
una diversa posizione in ogni turno di gioco e si fermerà quando si esaurirà
l'energia che io ho voluto darle, il che può essere anche subito come nei
cinque livelli visti sinora o mai se io le darò movimento perpetuo.
Naturalmente, una volta impostata la traiettoria io non la posso più variare e
se ho sbagliato i miei calcoli ci posso anche rimettere. Guarda come si
programma una mossa del sesto livello…" Iniziò a digitare sulla
tastiera. "Punto di partenza: prima casella della terza colonna della
quarta fila, ieri, energia alfa, dotata di energia cinetica per
tre turni con movimento verso l'alto per i primi due e ritorno verso il basso
nel terzo, energie alfa, beta e quindi gamma, passaggio nel
ieri, oggi e domani…
Semplice, no?"
Brano
tratto da "Io e il Waarvan" di Thomas Alles, campione interplanetario
di Waarvan.
Firenze, scritto il 9/10/83, ripreso nel maggio del 2001.
per tornare a racconti mappa
del sito
per tornare alla pagina
iniziale