ANASTASIO               mappa del sito

 

Anastasio infine mi parlò:

- Dunque l'amavi e non hai saputo dirglielo; ed ora è troppo tardi... Non importa: l’essenziale e che tu l’abbia amata e questa è l’unica cosa che conti. Non ti compiangere per ciò che non è stato. Pensa al futuro, mai al passato.

Anastasio sospirò un attimo, quindi disse: -Ti eri preparato molto bene per questo esame eppure lo hai fallito... Oh, non importa, non ti amareggiare troppo, stringi i denti e tira avanti. La materia la sapevi e questa è l’unica cosa che conti. Se poi non sei riuscito ad esplicitare del tutto quel che avevi imparato non fa nulla; lo tirerai fuori alla prossima occasione.

Anastasio ancora una volta mi consolò: -Lo so; tu avresti potuto fare quel lavoro meglio di chiunque altro, eppure i tuoi superiori non ti hanno scelto. Non prendertela, impegnati ancora di più ed il futuro ti sarà favorevole. Prima o poi i tuoi capi si ricorderanno di te.

Anastasio si chinò sul mio letto e sentii la sua voce giungermi fievole e distorta come se essa provenisse da anfratti remotissimi e lontani: -Dunque stai morendo e non hai vissuto, non sei mai riuscito ad esplicitare il tuo animo, i tuoi sentimenti, le tue capacità; hai sempre dato al mondo un misero trenta per cento di te stesso e tutto il resto è rimasto murato in te. Eppure saresti potuto essere un grande, grandissimo uomo; le tue potenzialità erano vastissime e tu le hai sprecate ma non importa: quel che conta è che il tuo animo era immenso e che tu, pur se tra dubbi ed incertezze, lo hai sempre saputo. Dunque non ti disperare e stringi i denti. Ti aspetta un lungo viaggio dopo di che sarai finalmente e per sempre esplicito; non ti preoccupare, fatti coraggio e pensa al futuro.

In un ultimo sussulto di lucidità la mia mente finalmente capì ed io compresi il tutto. Per l'ultima volta cercai di far muovere le mie labbra stanche di troppe parole. 

Volevo dire ad Anastasio che non era vero niente, che non era mai stato vero niente, che il futuro non esiste, che l’unica cosa che conti è giungere puntuale a quei maledetti appuntamenti che il presente continuamente ci propone.

Ma l’Angelo della Morte non mi dette il tempo di parlare ed io come sempre e per sempre tacqui.


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